L’Etna torna a ricordarci, con la sua voce di fuoco,
perché è uno dei vulcani più affascinanti e imprevedibili del pianeta. Nel
pomeriggio di oggi, alle 15:15, il Cratere di Nord-Est — rimasto silenzioso per
quasi trent’anni — ha dato vita a una nuova e spettacolare fase eruttiva, con
fontane di lava che hanno raggiunto i 300-400 metri di altezza. Un
evento potente, rapido, quasi improvviso, che ha trasformato il cielo sopra la
montagna in un teatro di luce e cenere.
Un’eruzione breve ma intensa
Secondo l’Osservatorio Etneo dell’INGV, l’attività è aumentata in pochi minuti, generando una colonna eruttiva carica di materiale piroclastico che si è sollevata per diversi chilometri prima di essere spinta dal vento verso ovest. Dopo circa mezz’ora, la fontana di lava ha lasciato spazio a forti esplosioni e a bolle incandescenti che hanno proiettato materiale grossolano fino alla base del cono.
Nel frattempo, sul fianco orientale della Voragine è
proseguita una modesta ma costante attività esplosiva, con un pennacchio di
cenere alto alcune centinaia di metri. Un quadro complesso, dinamico, che
conferma come il vulcano stia attraversando una fase di rinnovata energia.
Allerta gialla: cosa significa
Alla luce di questi fenomeni, il Dipartimento della
Protezione Civile nazionale ha disposto il passaggio del livello di allerta da verde
a giallo, attivando la fase operativa di preallerta. Non si tratta
di un allarme generalizzato, ma di un invito alla prudenza e alla preparazione:
le strutture territoriali di protezione civile sono chiamate ad adottare misure
di mitigazione del rischio, soprattutto per quanto riguarda la presenza di
escursionisti in quota.
Le misure di sicurezza
prevedono l'interdizione di accesso sia nell'area della zona sommitale sia
in quella a pericolosità permanente (foto sopra), con l'attivazione di
ordinanze dei sindaci. L'Ingv ha diramato un Vona (Volcano observatory notices for aviation, ovvero
l'avviso per l'aviazione) di colore rosso, il massimo su una scala di quattro.
Allo stato l'attuale non ci sono conseguenze sulla piena operatività dell'aeroporto di Catania.
Il tremore vulcanico ha mostrato un andamento
altalenante, con un picco significativo poco prima dell’inizio della fontana di
lava e un successivo calo dopo le 15:55. Segnali che gli esperti monitorano
costantemente per valutare l’evoluzione del fenomeno.
Un gigante che parla alla sua terra
Per chi vive ai piedi dell’Etna, questi episodi sono
parte di una storia millenaria: un misto di timore, rispetto e meraviglia. Ogni
eruzione è un messaggio, un promemoria della natura viva che abita la montagna.
E ogni volta, la comunità scientifica e civile risponde con attenzione,
competenza e un senso di responsabilità che negli anni è diventato un modello
internazionale.
Oggi il vulcano ha offerto uno spettacolo raro,
potente, quasi rituale. Ma ha anche ricordato che la bellezza dell’Etna va
sempre accompagnata da prudenza e consapevolezza.
